Ephemera danica

Ephemera danica

Salve in questo mese la scheda tratterà ancora l’ordine degli effemerotteri e nello specifico la famiglia dei Baetidae genere Centroptilum e precisamente la specie Centroptilum pennulatum. Il tema comune di questi insetti finora trattati e che sono ampiamente diffusi in tutto il territorio nazionale.

Diffusione e specificit
Philum Artropodi
Ordine Ephemeroptera
Famiglia Ephemeridae
Specie Ephemera danica

L’Ephemera danica è presente su tutto il territorio italiano. E’ un insetto che predilige fiumi con fondi sabbiosi esassosi. Le ninfe in via di sviluppo, che possono crescere a lungo più di 30 millimetri, normalmente impiegano due anni per raggiungere la maturità tuttavia non vi sono prove che alcuni maturo in un solo anno e che altri, in particolare nelle zone di montagna e del nord fiumi più fredde, possono vivere fino a tre anni in forma di ninfa.Le ninfe scavano gallerie sotto ghiaia e limo. In primavera emergono dal letto del lago o fiume e migrano verso acque più basse. Questi grandi, insetti nuotano lentamente per salire in superficie e in questa fase sono più vulnerabili.
Il periodo di sfarfallamento va dalla metà di maggio e la prima settimana di giugno, ma ci sono variazioni regionali. La schiusa inizia generalmente nel primo pomeriggio e si protrae per diverse ore.Le subimago sono facilmente identificabili a causa delle loro grandi dimensioni, ma anche perché le loro ali sono opache e giallastre con venature marroni, mentre nella fase immago le ali sono brillanti e traslucide. Le zampe anteriori delle subimmago sono più brevi di quelli dell’immago così come le code.I maschi sono più piccoli e notevolmente più scuri, soprattutto nella fase dun. Gli occhi di un maschio sono notevolmente più grandi di quelle di una femmina.

NinfaEphemera_danica_(1)

Imago maschio

Ephemera danica c

Subimago

Haft

Generalità: ciclo biologico degli effemerotteri
A partire dallo stadio adulto gli Ephemeroptera smettono di alimentarsi a causa dell’atrofizzazione dell’apparato boccale. Non a caso in grecoephemeros significa “che vive un giorno”. Raggiunta l’immagine alare, la loro vita rimane infatti di breve durata: il più delle specie vive meno di un giorno, mentre solo alcune arrivano massimo a una settimana. Avendo così poco tempo a disposizione, gli insetti sono immediatamente alla ricerca di una compagna. L’accoppiamento avviene in volo, sempre nelle vicinanze dell’acqua. Il maschio afferra letteralmente la femmina trattenendola con le zampe posteriori (frequentemente più lunghe) e la tiene a sé con alcune appendici genitali di struttura a pinza o a forcipe. Per favorire l’individuazione delle femmine, che al momento dell’accoppiamento volano in grossi sciami nei pressi dell’acqua, i maschi possiedono generalmente degli occhi più grandi. In alcune specie gli occhi (che in quest’ordine sono sempre composti) sono suddivisi in due parti, una superiore – con delle faccette più grandi, ed una inferiore – con delle faccette più piccole. Nei Baetidae la parte superiore assume una particolare forma a torre dalla punta appiattita (formando i cosiddetti “occhi a turbante”) favorendo ulteriormente l’individuazione della compagna.
La brevità della vita degli adulti è compensata da un lungo processo di sviluppo larvale. Alcune larve arrivano ad impiegare 2 anni per raggiungere la prima muta (Ephemera danica), anche se la media rimane quella di un anno. Le larve di alcune specie posseggono ben 27 mute. Il loro sviluppo avviene completamente in acqua, o comunque nelle vicinanze della superficie. Si nutrono di piante ed alghe, e si ipotizza che alcune siano in grado di cibarsi di composti organici animali. Respirano grazie a branchie laterali appiattite, dette tracheobranchie (di solito 7) disposte lungo l’addome, anche se non mancano specie con branchie situate alla base delle coxe. In alcune specie le branchie possono essere in grado di vibrare agitando l’acqua intorno, in modo da supplire ad un’eventuale carenza d’ossigeno o addirittura in modo da generare una piccola spinta propulsiva nel mezzo acquatico. La maggior parte degli Ephemeroptera possiede tre appendici caudali, anche se nella rispettiva forma adulta ne possono manifestare un numero diverso

 

Francesco Quagliarini

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